Università Terza Età FG

Il fondo pensione rispetto al passato è stato legislativamente modificato. Infatti diventa per le persone che vivono l’attuale situazione politica economica non più un fattore di scelta ma un fattore di necessità. Abbiamo analizzato alcuni dati relativi ai soggetti interessati a pagare la spesa pensionistica. Questi soggetti saranno sempre più i lavoratori. Questi lavoratori destinati a pagare la pensione saranno sempre meno. Sarà quindi indispensabile dotarsi di un fondo pensione da parte di tutti i soggetti che vorranno avere una rendita integrativa. Oggi in Italia ci sono 3 lavoratori ogni pensionato. In tal senso si è espresso anche chi si occupa di lamatura parquet, sostenendo che il sistema è vicino al collasso e non sembrano esservi soluzioni disponibili nell’immediato. Mentre nel 1970 c’erano 5 lavoratori per ogni pensionato, questo rapporto in Italia è destinato a crescere fino ad arrivare ad 1,5 lavoratori per ogni pensionato.

Un rapporto insostenibile per ogni persona e lavoratore che non voglia e possa mantenere un tenore di vita medio. In Germania e in Inghilterra invece il rapporto tra pensionati e lavoratori è leggermente migliore grazie a politiche delle nascite. Il fondo pensione ha poi dei vantaggi :

  1. Deducibilità: Dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 4% (6% per le aziende con meno di 50 dipendenti) dell’ammontare del TFR annualmente destinato a forme pensionistiche complementari. Inoltre, deducibilità senza alcuna limitazione delle contribuzioni del datore di lavoro dal reddito d’impresa.
  2. Riduzione delle imposte: Il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di Garanzia TFR dell’Inps (0,20% della retribuzione lorda) e dall’obbligo di rivalutazione (1,5% + 75% dell’indice dei prezzi Istat) della quota di TFR destinata al Fondo pensione. Il datore di lavoro non deve più versare l’11% di tale rivalutazione a titolo d’imposta sostitutiva.
  3. Riduzione costo TRF: Un’ulteriore compensazione dei costi per le imprese, conseguenti al conferimento del TFR alle forme pensionistiche complementari, è assicurata anche dalla riduzione del costo del lavoro mediante riduzione degli oneri impropri (contributi per maternità, disoccupazione, assegni familiari..) crescente nel tempo da 0,19% .

La previdenza italiana, a partire dai primi anni ‘90, è stata ampiamente riformata al fine di ripristinare la sostenibilità del sistema pensionistico obbligatorio. L’allungamento della vita media, l’aumento del numero degli anziani e la diminuzione del tasso di natalità, hanno alterato l’equilibrio tra il e la diminuzione del tasso di natalità, hanno alterato l’equilibrio tra il numero dei pensionati numero dei pensionati e quello degli occupati. Il passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo comporterà una significativa riduzione del livello della pensione rispetto agli ultimi stipendi percepiti.