Università Terza Età FG

Una casa moderna: dalla bioarchitettura al fotovoltaico

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19 maggio 2017

Siamo abituati a considerare ecologici esclusivamente i materiali “naturali” ma non sempre è così. Nell’edilizia, prodotti basati su legno o pietra sono solitamente ecocompatibili, ma trattamenti con agenti e sostanze chimiche potrebbero facilmente ribaltare la situazione.

Di contro, materiali artificiali possono invece sposare l’ecologia, inserendosi perfettamente nel contesto di una casa costruita e disegnata con criteri che si rifanno alla cosiddetta bioarchitettura.

Legno e microcemento per una casa a misura di natura

Se andiamo ad esaminare da vicino lla filosofia che sta alla base della bioarchitettura, potremo incontrare sia regole scontate che alcune piccole sorprese. Naturalmente per avere una casa in piena armonia con il nostro pianeta, i materiali da prediligere sono in gran parte piuttosto noti e chiaramente ecocompatibili.

Rientrano in questi canoni per esempio, il legno massello dei pavimenti (a patto che sia posizionato ad incastro e senza l’utilizzo di colle industriale) così come gli intonaci a base di calce naturale. A grande sorpresa però, rientra ad esempio anche un materiale moderno e innovativo, ovvero il microcemento (sempre a patto che non contenga additivi e solventi chimici).

Carta riciclata, legno sono materiali che naturalmente la fanno da padrone, proponendosi come base per ogni tipo di arredo presente: anche le vasche da bagno possono essere costruite utilizzando legname appositamente trattato sempre e comunque in maniera del tutto naturale.

La nuova moda di rivalutare vecchi edifici

Naturalmente, senza essere “estremisti” della bioarchitettura possiamo trovare compromessi più che accettabile. Negli ultimi anni va sempre più di moda recuperare vecchi edifici una volta utilizzati per tutt’altra attività al fine di donare loro nuova vita come abitazioni.

In alcuni casi, fantasiose e volenterose persone, sono riuscite a trasformare bunker della seconda guerra mondiale in abitazioni straordinariamente moderne e basate su criteri molto vicini a quelli appena elencati, contesti in cui la posa del già citato microcemento trova il suo habitat naturale.

Fotovoltaico: l’asso nella manica

Da non dimenticare anche il fattore energetico, con un occhio di riguardo non solo all’eolico ma anche al fotovoltaico, un campo che ha ormai raggiunto capillarmente un po’ tutto il nostro paese (e non solo).

Con i costi sempre più esorbitanti dell’energia elettrica, i pannelli fotovoltaici possono essere il definitivo tocco di classe del nostro progetto di casa moderna. Ecologici ed economici, il loro costo viene facilmente ammortizzato nel giro di qualche anno e consentono di ottenere un’autosufficienza energetica quasi totale.

Microcemento: storia e caratteristiche di un materiale che sta rivoluzionando le nostre case

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2 maggio 2017

Che si tratti di elaborati pavimenti o semplici superfici verticali, il microcemento è entrato di prepotenza nel mondo delle ristrutturazioni. L’impiego di questo materiale in ambito domestico è cominciato circa una dozzina di anni fa in Spagna.

In precedenza questo particolarissimo materiale veniva considerato adatto solamente a pavimenti e superfici di capannoni e magazzini: la posa in abitazioni non era neanche presa in considerazione a causa del tipico colore grigio considerato poco accogliente.

Il connubio che vede coinvolto il microcemento e il design domestico vede la sua nascita in Argentina: proprio nel paese sudamericano infatti, le riviste di arredamento e design si sono occupate per prime della sua lavorazione a fini domestici. Stili come lo spatolato o il nuvolato hanno sorpreso i lettori e, da li a poco, si sono diffusi un po’ in tutto il mondo.

Il microcemento inteso come materiale adatto alla nostra casa è ormai grandemente commercializzato da diverse aziende, le quali offrono anche diverse varianti oltre a strumentazioni utili alla posa. Nonostante ciò, tale operazione non è appannaggio di chiunque: la posa è un’operazione delicata, che necessita una certa dimestichezza ed esperienza.

L’applicazione maldestra del prodotto può infatti inficiare tutti i vantaggi che solitamente questo porta, a partire dall’estrema durata sino all’essere idrorepellente. Proprio per questo è fortemente sconsigliato lanciarsi in improbabili lavori fai da te.

 

Come si fa un pavimento in microcemento?

Ma cos’è un pavimento in microcemento e come si effettua una posa? Iniziamo con il puntualizzare di come si tratti di un micro strato di circa 3 millimetri che viene solitamente posato direttamente sopra le superfici già esistente.

Dopo la posa preliminare si interviene con eventuali personalizzazioni per poi concentrarsi su dei particolari prodotti di protezione, che vanno a rifinire in maniera definitiva la superficie proteggendola da tempo e urti.

Le caratteristiche già citate, fanno di questo prodotto l’ideale soluzione per aree come bagni o cucine, non solo perché scongiurano problemi legati all’umidità, ma anche perché i pavimenti così realizzati risultano estremamente facili da pulire, grazie al fatto che non esistono spazi tra mattonelle: il microcemento è di fatto un blocco unico.

Per approfondire le caratteristiche del materiale, visita  il sito Pavimenti in microcemento Roma

 

Un’alternativa valida? La resina

Alternativa sempre moderna al microcemento risulta essere la resina. Si tratta di un materiale decisamente diverso e, sotto molti punti di vista, meno resistente dell’agguerrito concorrente: non è infatti così resistente all’umidità come il microcemento infatti.

Nonostante ciò, risulta essere anch’esso piuttosto longevo e, addirittura, in certi casi più economico per quanto riguarda la posa. Entrambi i materiali sono l’avanguardia delle pavimentazioni e, proprio per questo, una eventuale scelta definitiva è dettata anche dai gusti personali.