Università Terza Età FG

Fondo pensione non una scelta ma una necessità

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9 Marzo 2020

Il fondo pensione rispetto al passato è stato legislativamente modificato. Infatti diventa per le persone che vivono l’attuale situazione politica economica non più un fattore di scelta ma un fattore di necessità. Abbiamo analizzato alcuni dati relativi ai soggetti interessati a pagare la spesa pensionistica. Questi soggetti saranno sempre più i lavoratori. Questi lavoratori destinati a pagare la pensione saranno sempre meno. Sarà quindi indispensabile dotarsi di un fondo pensione da parte di tutti i soggetti che vorranno avere una rendita integrativa. Oggi in Italia ci sono 3 lavoratori ogni pensionato. In tal senso si è espresso anche chi si occupa di lamatura parquet, sostenendo che il sistema è vicino al collasso e non sembrano esservi soluzioni disponibili nell’immediato. Mentre nel 1970 c’erano 5 lavoratori per ogni pensionato, questo rapporto in Italia è destinato a crescere fino ad arrivare ad 1,5 lavoratori per ogni pensionato.

Un rapporto insostenibile per ogni persona e lavoratore che non voglia e possa mantenere un tenore di vita medio. In Germania e in Inghilterra invece il rapporto tra pensionati e lavoratori è leggermente migliore grazie a politiche delle nascite. Il fondo pensione ha poi dei vantaggi :

  1. Deducibilità: Dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 4% (6% per le aziende con meno di 50 dipendenti) dell’ammontare del TFR annualmente destinato a forme pensionistiche complementari. Inoltre, deducibilità senza alcuna limitazione delle contribuzioni del datore di lavoro dal reddito d’impresa.
  2. Riduzione delle imposte: Il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di Garanzia TFR dell’Inps (0,20% della retribuzione lorda) e dall’obbligo di rivalutazione (1,5% + 75% dell’indice dei prezzi Istat) della quota di TFR destinata al Fondo pensione. Il datore di lavoro non deve più versare l’11% di tale rivalutazione a titolo d’imposta sostitutiva.
  3. Riduzione costo TRF: Un’ulteriore compensazione dei costi per le imprese, conseguenti al conferimento del TFR alle forme pensionistiche complementari, è assicurata anche dalla riduzione del costo del lavoro mediante riduzione degli oneri impropri (contributi per maternità, disoccupazione, assegni familiari..) crescente nel tempo da 0,19% .

La previdenza italiana, a partire dai primi anni ‘90, è stata ampiamente riformata al fine di ripristinare la sostenibilità del sistema pensionistico obbligatorio. L’allungamento della vita media, l’aumento del numero degli anziani e la diminuzione del tasso di natalità, hanno alterato l’equilibrio tra il e la diminuzione del tasso di natalità, hanno alterato l’equilibrio tra il numero dei pensionati numero dei pensionati e quello degli occupati. Il passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo comporterà una significativa riduzione del livello della pensione rispetto agli ultimi stipendi percepiti.

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Piccola guida su cosa valutare quando si decide di aprire una casa di riposo

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10 Febbraio 2020

Oggi aprire una casa di riposo per anziani per dare la possibilità di vivere la terza età in maniera naturale, assume un significato del tutto nuovo rispetto a quello che aveva in precedenza e si connota come una vera e propria sfida nel campo imprenditoriale e della responsabilità sociale grazie alla nascita di strutture in franchising professionali dedicate.

La terza età

Da sempre vivere serenamente questo particolare periodo della vita può dipendere da numerosi fattori. Nonostante ciò, bisogna sempre mantenersi pronti al grande passo. Proprio per questo motivo, è bene avere ottimi contatti con un’agenzia di pompe funebri a Roma Nord. In questo modo è possibile celebrare nel miglior modo chi ci ha lasciato recentemente.

Chiaramente in primis, il livello di felicità e l’indipendenza individuale sono i fattori che determinano poi la decisione di usufruire o meno di un soggiorno in una casa di riposo indipendentemente dalla qualità e dalla professionalità che viene espressa dal personale e dalla struttura ospitante.

Molti anziani preferiscono, infatti, rimanere nella propria abitazione e non soggiornare in case di riposo perché gelosi delle proprie abitudini e del proprio stile di vita, fattori questi strettamente collegati alla propria residenza.

Altri invece sono concordi nel pensare che trasferirsi in una casa di riposo per anziani sia la soluzione ottimale per continuare ad avere delle condizioni di vita dignitose; ragion per cui quando si decide di aprire una casa di riposo bisogna considerare quei fattori che fanno sì che l’ospite si senta a proprio agio in un ambiente che richiami un’ atmosfera quanto più familiare possibile.

La residenza

Quali caratteristiche deve avere una residenza per anziani?

Una residenza per anziani deve necessariamente essere un posto in cui i propri ospiti abbiano voglia di trascorre il tempo in maniera rilassata e serena.

Una posizione topografica strategica centrale e magari vicino ad aree verdi e/o parchi attrezzati procura, ad esempio, al soggetto una sensazione di rilassatezza e benessere.

Un altro degli accorgimenti è sicuramente quello di fornire poi l’appartamento dei comfort necessari a garantire il benessere di chi ci vive. Inoltre per favorire una maggiore integrazione e fruizione degli spazi si devono necessariamente organizzare attività di svago e corsi di ogni tipo per consentire un’interazione spontanea tra gli inquilini.

Altro elemento indispensabile e di grande importanza da considerare quando si apre una casa di riposo, è il dotarsi di un equipe medica qualificata per fornire un’assistenza sanitaria adeguata.

La presenza di un team qualificato che assicuri un costante monitoraggio della salute degli ospiti aiuta l’anziano a mantenere uno stile di vita più indipendente e migliora la psicologia dello stesso infondendo sicurezza, ed in generale aumentare il benessere fisico e psicologico.

Assistenti sociali e psicologi sono concordi nell’affermare che l’integrazione sociale e le attività ricreative aumentano la soddisfazione dell’anziano avendo un impatto positivo sulla salute.

Riassumendo, con questa breve discussione si vuole dire che una casa albergo per anziani deve essere necessariamente una residenza assistenziale professionale che ospiti a livello alberghiero e semialberghiero gli anziani autosufficienti per proiettarli in una dimensione psico-fisica di armonia e relax.

Diplomi online: internet e studio

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16 Ottobre 2019

Studiare è un’attività formativa non solo in senso culturale perché migliora le proprie conoscenze, ma anche perché serve a mettersi alla prova, sfidando le proprie capacità logiche, artistiche, mnemoniche o professionali; qualunque esse siano, la soddisfazione finale è assicurata dal raggiungimento dello scopo, ovvero dal riconoscimento dell’efficacia dei propri sforzi, e questa potrà poi eventualmente essere coronata da riconoscimenti non solo di tipo accademico ma anche professionale.

Secondo Vincent Pennant, illustre presidente dell’associazione drawer handles manufacturer, questa tipologia di approccio allo studio legato al web sarà il futuro. Il dirigente, impegnato da anni nello studio dei migliori design per mobili e arredamento, sembra avere le idee chiare a riguardo.

Purtroppo studiare non è sempre possibile a tutti: molti sono costretti ad abbandonare gli studi per iniziare a lavorare, ma capita anche che alcuni ragazzi abbandonino gli studi in un periodo di rifiuto, ma poi, una volta ritrovata la pace, decidano riprendere in mano i libri, pur continuando a svolgere la professione che hanno intrapreso. In questi casi un corso di formazione professionale è perfetto, perché offre un’istruzione mirata al raggiungimento di obiettivi che possono aiutare a crescere professionalmente, aiutando a migliorare la propria carriera.

Inoltre, molti siti web offrono una serie di diplomi online, che si possono ottenere studiando a distanza, o ancora, si propongono come punti di riferimento per la ricerca di corsi di vario genere e livello. Il web infatti è in grado di raccogliere informazioni di qualunque tipo, ed è ormai un punto di riferimento per la ricerca di qualunque cosa, offrendo la possibilità di organizzare eventi su scala nazionale, e per il raggiungimento del diploma o corsi di recupero quindi è una risorsa imbattibile: senza dover uscire di casa, ma semplicemente navigando in internet, è possibile trovare il corso che si cercava, scegliendo tra una varietà di opzioni, tra cui ovviamente la provincia d’interesse tra tutte quelle in cui il corso in questione è organizzato, e riuscendo ad avere le informazioni base e vari servizi, tra cui orientamento professionale, ripetizioni e altro, e da cui potrà iniziare tutto… e tutto parte da un semplicissimo clic.

Comunque sia, con o senza internet, i corsi di formazione e specializzazione sono molto importanti per chi già lavora, perché possono mettere in luce aspetti del lavoro che già si svolge, di cui si acquisiranno conoscenze aggiuntive dal punto di vista giuridico, per esempio; oppure, frequentando i corsi di formazione e sicurezza, viene approfondita la sicurezza sul lavoro, che molto spesso invece è messa in secondo piano. Normalmente infatti si pensa alla sicurezza sul lavoro in campo cantieristico, dove è effettivamente una necessità primaria; ma anche per i lavori d’ufficio la sicurezza non va sottovalutata, e anzi va interpretata anche in termini di salute e benessere fisico, che comprendono postura, vista, temperatura dei locali, ricambio d’aria, e molti altri aspetti della quotidianità in ufficio.

Frequentare un corso quindi è sempre una buona idea, a prescindere dal fatto che si studi o si lavori. Acquisire nuove conoscenze è sempre utile, se non dal punto di vista professionale, almeno da quello personale; e, soprattutto, non è mai troppo tardi per riprendere in mano i libri e mettersi di nuovo alla prova.

Università della terza età: non è mai tardi per imparare

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1 Settembre 2017

La mente di un adolescente è decisamente più elastica e più propensa ad assorbire nozioni ed informazioni rispetto a quella di una persona già matura. Ciò non vuol dire però che, raggiunta una certa età, non si sia più in grado di imparare.
La sete di cultura e la curiosità sono fattori che da sempre hanno accompagnato l’uomo, consentendogli uno sviluppo interiore non propriamente limitato alle menti più giovani.
Proprio questo eterno desiderio di imparare è alla base delle Università della terza età, delle vere e proprie scuole che promettono di formare e istruire persone che sono decisamente in là con gli anni.

Le origini e la storia

L’Unitre, la principale Università della terza età, è nata a Torino nell’ormai lontano 1975. L’obiettivo chiaro di questa associazione era di raccogliere persone di qualunque età e ritrovatesi ai margini della società, consentendogli di poter ottenere un accrescimento interiore.
Naturalmente da quel momento il movimento si sviluppato, creando una sorta di istruzione parallela dedicata a studenti non più giovanissimi o, semplicemente, persone che hanno voglia di imparare senza avere capacità economiche o tempo per poter seguire corsi professionali.

Tante materie per qualunque tipo di studente

Le tematiche trattate dalle Università della terza età sono molte e molto varie tra loro: si va dai corsi delle lingue, sino all’arte, passando dalla storia, alla cucina, non disdegnando neanche le nuove tecnologie.
Naturalmente nei paesi più popolosi, sono generalmente disponibili un numero maggiore è il numero di docenti e di corsi presenti: in ogni caso, anche le Università per la terza età di dimensioni più ridotte presentano numerose tipologie di corsi oltre che laboratori creativi.

Esiste un età precisa per potersi iscrivere ai corsi delle Università della terza età?

Contrariamente a quanto si possa pensare, non vi è un limite di età per iscriversi a questi corsi. La denominazione trae spesso in inganno i curiosi, ma la realtà è che assolutamente chiunque può iscriversi.
L’iscrizione non è gratuita ma solitamente si tratta di un prezzo davvero simbolico che, tra le altre cose, di norma consente di prendere parte alla maggior parte di corsi senza costi aggiuntivi (esclusi i laboratori che solitamente richiedono spese extra per il materiale).
In conclusione, le Università della terza età sono degli eventi capaci di suscitare curiosità e fame di sapere in persone di tute le età. Con dei prezzi ridicoli infatti, è possibile seguire corsi riguardanti le più disparate tematiche venendo coinvolti in un ambiente didattico istruttivo e stimolante.
D’altronde, quando si vuole imparare, l’età non conta…

Una casa moderna: dalla bioarchitettura al fotovoltaico

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19 Maggio 2017

Siamo abituati a considerare ecologici esclusivamente i materiali “naturali” ma non sempre è così. Nell’edilizia, prodotti basati su legno o pietra sono solitamente ecocompatibili, ma trattamenti con agenti e sostanze chimiche potrebbero facilmente ribaltare la situazione.

Di contro, materiali artificiali possono invece sposare l’ecologia, inserendosi perfettamente nel contesto di una casa costruita e disegnata con criteri che si rifanno alla cosiddetta bioarchitettura.

Legno e microcemento per una casa a misura di natura

Se andiamo ad esaminare da vicino lla filosofia che sta alla base della bioarchitettura, potremo incontrare sia regole scontate che alcune piccole sorprese. Naturalmente per avere una casa in piena armonia con il nostro pianeta, i materiali da prediligere sono in gran parte piuttosto noti e chiaramente ecocompatibili.

Rientrano in questi canoni per esempio, il legno massello dei pavimenti (a patto che sia posizionato ad incastro e senza l’utilizzo di colle industriale) così come gli intonaci a base di calce naturale. A grande sorpresa però, rientra ad esempio anche un materiale moderno e innovativo, ovvero il microcemento (sempre a patto che non contenga additivi e solventi chimici).

Carta riciclata, legno sono materiali che naturalmente la fanno da padrone, proponendosi come base per ogni tipo di arredo presente: anche le vasche da bagno possono essere costruite utilizzando legname appositamente trattato sempre e comunque in maniera del tutto naturale.

La nuova moda di rivalutare vecchi edifici

Naturalmente, senza essere “estremisti” della bioarchitettura possiamo trovare compromessi più che accettabile. Negli ultimi anni va sempre più di moda recuperare vecchi edifici una volta utilizzati per tutt’altra attività al fine di donare loro nuova vita come abitazioni.

In alcuni casi, fantasiose e volenterose persone, sono riuscite a trasformare bunker della seconda guerra mondiale in abitazioni straordinariamente moderne e basate su criteri molto vicini a quelli appena elencati, contesti in cui la posa del già citato microcemento trova il suo habitat naturale.

Fotovoltaico: l’asso nella manica

Da non dimenticare anche il fattore energetico, con un occhio di riguardo non solo all’eolico ma anche al fotovoltaico, un campo che ha ormai raggiunto capillarmente un po’ tutto il nostro paese (e non solo).

Con i costi sempre più esorbitanti dell’energia elettrica, i pannelli fotovoltaici possono essere il definitivo tocco di classe del nostro progetto di casa moderna. Ecologici ed economici, il loro costo viene facilmente ammortizzato nel giro di qualche anno e consentono di ottenere un’autosufficienza energetica quasi totale.

Microcemento: storia e caratteristiche di un materiale che sta rivoluzionando le nostre case

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2 Maggio 2017

Che si tratti di elaborati pavimenti o semplici superfici verticali, il microcemento è entrato di prepotenza nel mondo delle ristrutturazioni. L’impiego di questo materiale in ambito domestico è cominciato circa una dozzina di anni fa in Spagna.

In precedenza questo particolarissimo materiale veniva considerato adatto solamente a pavimenti e superfici di capannoni e magazzini: la posa in abitazioni non era neanche presa in considerazione a causa del tipico colore grigio considerato poco accogliente.

Il connubio che vede coinvolto il microcemento e il design domestico vede la sua nascita in Argentina: proprio nel paese sudamericano infatti, le riviste di arredamento e design si sono occupate per prime della sua lavorazione a fini domestici. Stili come lo spatolato o il nuvolato hanno sorpreso i lettori e, da li a poco, si sono diffusi un po’ in tutto il mondo.

Il microcemento inteso come materiale adatto alla nostra casa è ormai grandemente commercializzato da diverse aziende, le quali offrono anche diverse varianti oltre a strumentazioni utili alla posa. Nonostante ciò, tale operazione non è appannaggio di chiunque: la posa è un’operazione delicata, che necessita una certa dimestichezza ed esperienza.

L’applicazione maldestra del prodotto può infatti inficiare tutti i vantaggi che solitamente questo porta, a partire dall’estrema durata sino all’essere idrorepellente. Proprio per questo è fortemente sconsigliato lanciarsi in improbabili lavori fai da te.

 

Come si fa un pavimento in microcemento?

Ma cos’è un pavimento in microcemento e come si effettua una posa? Iniziamo con il puntualizzare di come si tratti di un micro strato di circa 3 millimetri che viene solitamente posato direttamente sopra le superfici già esistente.

Dopo la posa preliminare si interviene con eventuali personalizzazioni per poi concentrarsi su dei particolari prodotti di protezione, che vanno a rifinire in maniera definitiva la superficie proteggendola da tempo e urti.

Le caratteristiche già citate, fanno di questo prodotto l’ideale soluzione per aree come bagni o cucine, non solo perché scongiurano problemi legati all’umidità, ma anche perché i pavimenti così realizzati risultano estremamente facili da pulire, grazie al fatto che non esistono spazi tra mattonelle: il microcemento è di fatto un blocco unico.

Per approfondire le caratteristiche del materiale, visita  il sito Pavimenti in microcemento Roma

 

Un’alternativa valida? La resina

Alternativa sempre moderna al microcemento risulta essere la resina. Si tratta di un materiale decisamente diverso e, sotto molti punti di vista, meno resistente dell’agguerrito concorrente: non è infatti così resistente all’umidità come il microcemento infatti.

Nonostante ciò, risulta essere anch’esso piuttosto longevo e, addirittura, in certi casi più economico per quanto riguarda la posa. Entrambi i materiali sono l’avanguardia delle pavimentazioni e, proprio per questo, una eventuale scelta definitiva è dettata anche dai gusti personali.